Torre del Mangano

 

Torre del Mangano - Certosa di Pavia (PV)
dal sec. XIV al 1859

Torre del Mangano è indicato come appartenente al Barco Novo nella “Relatione di tutte le terre dello Stato di Milano” di Ambrogio Opizzone (Opizzone 1644). Dalle risposte ai Quarantacinque quesiti della giunta del censimento ricevute il primo febbraio 1751(Risposte ai 45 quesiti, cart. 3018) risulta che questo comune del Parco Nuovo è infeudato alla Certosa di Pavia ma non paga nulla, la giustizia è amministrata da un giusdicente feudale. La comunità è retta dal console, che presta giuramento sia al podestà feudale che all’ufficio pretorio della città di Pavia e il cuini incarico è messo annualmente all’incanto durante il consiglio generale, e da un deputato coadiuvati dai primi due estimati. Le scritture sono tenute da un cancelliere salariato, la popolazione ammonta a 325 anime.

Con la compartimentazione del Principato di Pavia del 1757 Torre del Mangano viene posta nella XIII delegazione del parco nuovo pavese (Compartimentazione teresiana 1757). Secondo il Comparto della Lombardia Austriaca del 26 settembre 1786 (Editto 26 settembre 1786) il comune risulta appartenere alla delegazione XIII del Parco Novo Pavese. Per mezzo della compartimentazione del 1797 (Proclama del 22 fruttidoro anno V) il comune viene assegnato al distretto di Belgioioso.

Secondo la ripartizione del Dipartimento del Ticino del 20 marzo 1798 (Legge 30 ventoso anno VI ) il comune entra a fare parte del distretto dei Parchi avente per capoluogo Pavia. Con la divisione dei dipartimenti in distretti del 26 settembre 1798 (Legge 5 vendemiale anno VII) il comune risulta appartenente al distretto di Belgioioso, il primo del dipartimento dell’Olona. Nel 1801 L(egge 23 fiorile anno IX) il comune viene aggregato al secondo distretto del dipartimento dell’Olona avente per capolugo Pavia. Nella divisione del territorio del 1805 è indicato come comune di III classe del dipartimento d’Olona, distretto II Pavia, cantone I Pavia con popolazione di 446 abitanti.

Con la compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816) il comune di Torre del Mangano viene assegnato al primo distretto - Pavia - della provincia di Pavia. Il successivo compartimento territoriale (notificazione 1 luglio 1844) conferma questi dati e da esso si evince che il comune era dotato di convocato. Nel compartimento territoriale della Lombardia (notificazione 23 giugno 1853) il comune di Torre del Mangano risulta compreso nella provincia di Pavia, I distretto, Pavia. La sua popolazione era formata da 493 abitanti. Nella compartimentazione del 1859 appartiene al circondario I di Pavia, mandamento II di Pavia e ha 488 abitanti. 

Parrocchia di San Michele Arcangelo

 Torre del Mangano – Parrocchia di San Michele arcangelo. (b)

Tra le fonti edite di carattere generale, è citata, con il toponimo di Torre del Mangano, negli atti della visita pastorale compiuta nel 1460 da Amicus de Fossulanis, in cui compariva inserita nella circoscrizione plebana di San Genesio (Toscani 1969) e successivamente nella visita apostolica di Angelo Peruzzi del 1576, quando risultava compresa nel vicariato di Mirabello; in quello stesso anno si contavano tra i parrocchiani 100 anime da comunione (Bernorio 1971).

Nel 1769 era ancora inserita nel vicariato di Mirabello; il clero risultava composto da un sacerdote e un chierico (Elenchi clero diocesi di Pavia, 1730-1784); parroco e cappellano nel 1807 (Repertorio chiese diocesi di Pavia, 1807); da tre sacerdoti nel 1823 (Registro clero diocesi di Pavia, 1767-1823); dal solo parroco nel 1845 (Almanacco pavese 1845); da due sacerdoti nel 1877 (Almanacco pavese 1877).

Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Michele arcangelo possedeva fondi per 2 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 547 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781). Nel 1792 il reddito netto del beneficio  parrocchiale assommava a lire 379 (Stato parrocchie diocesi di Pavia, 1792). Nel 1807 il numero dei parrocchiani era di 490 unità (Repertorio chiese diocesi di Pavia, 1807); 450 nel 1877 (Almanacco pavese 1877). Nel 1792 il diritto di patronato sulla parrocchia spettava alla comunità; il titolare del beneficio parrocchiale risultava invece di nomina regia nel 1877. Sempre nel 1807, entro i confini della parrocchia di Certosa di Pavia esisteva la chiesa sussidiaria della Certosa, affidata ai padri carmelitani scalzi (Repertorio chiese diocesi di Pavia, 1807). Secondo quanto si desume dagli atti della visita pastorale compiuta dal vescovo Agostino Riboldi nell'anno 1898, risultavano esistenti nella parrocchia di Certosa di Pavia la pia unione della Sacra Famiglia, la confraternita del Santissimo Sacramento, la pia unione delle Figlie di Maria, la confraternita del Santo Rosario, la compagnia di San Luigi Gonzaga e la congregazione del Terz'Ordine di San Francesco d'Assisi (Visita Riboldi 1898).

La parrocchia di San Michele arcangelo, rimasta sempre compresa nella diocesi pavese anche dopo gli smembramenti effettuati tra il 1799 e il 1819 (Terenzio 1860), è stata inserita tra XIX e XX secolo nel vicariato di Carpignago, nel vicariato di Certosa e, fino al 1989, nel vicariato di Certosa-Binasco. In base al decreto 25 ottobre 1989 del vescovo Giovanni Volta, con cui fu rivista la struttura territoriale della diocesi (decreto 25 ottobre 1989) (Vita diocesana 1989).

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