La Certosa di Pavia

 

Introduzione

La Certosa di Pavia Gra-Car (Gratiarum Chartusia, Certosa delle Grazie) è un monastero cistercense e Santuario della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie, situato nell'omonimo comune distante circa 8 km a Nord di Pavia. Il monumento, risalente al XIV secolo, venne edificato nel periodo tardo-gotico italiano.
 
Il 7 luglio 1866 il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano diventando così di proprietà del Regno d'Italia prima e dello stato italiano in seguito. Sono posti sotto vincolo demaniale anche tutti i beni artistici ed ecclesiastici in esso contenuti. Gli edifici che fanno parte del complesso monumentale attualmente ospitano al loro interno la sede del Museo della Certosa di Pavia e la locale stazione dei Carabinieri.

La Certosa di Pavia Gra-Car (Gratiarum Chartusia, Certosa delle Grazie) è un monastero cistercense e Santuario della Beata Vergine Maria Madre delle Grazie, situato nell'omonimo comune distante circa 8 km a Nord di Pavia. Il monumento, risalente al XIV secolo, venne edificato nel periodo tardo-gotico italiano.

Il 7 luglio 1866 il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano diventando così di proprietà del Regno d'Italia prima e dello stato italiano in seguito. Sono posti sotto vincolo demaniale anche tutti i beni artistici ed ecclesiastici in esso contenuti. Gli edifici che fanno parte del complesso monumentale attualmente ospitano al loro interno la sede del Museo della Certosa di Pavia e la locale stazione dei Carabinieri.

La Certosa

La costruzione della Certosa di Pavia fu voluta da Gian Galeazzo Visconti, che inaugurò i lavori il 27 agosto1396, ponendo la prima pietra del cantiere.

Inizialmente, durante la prima fase dei lavori, i monaci risiedettero nell'antico castello di Torre del Mangano e nel Castello di Carpiano (o Grangia), uno dei tanti territori lasciati ai monaci da Gian Galeazzo Visconti, per poi occupare gli ambienti conventuali, i primi ad essere edificati. Secondo l'ipotesi di Luca Beltrami i primi sostegni dei chiostri, in attesa di più dignitose soluzioni architettoniche, furono dei piloni quadrati in laterizio. Le funzioni religiose venivano provvisoriamente celebrate nel refettorio, l'unico ambiente dalle dimensioni adatte per accogliere l'intera comunità dei Certosini, fatta di monaci e fratelli conversi.

La chiesa, destinata a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano, era stata progettata con dimensioni superiori a quelle che erano state sinora realizzate, con una struttura a tre navate che non era mai stata utilizzata dall'Ordine Certosino e fu edificata per ultima. La navata fu progettata in stile gotico e la sua costruzione fu completata nel 1465. Tuttavia nel frattempo l'influenza del primo Rinascimento era divenuta importante in Italia e il resto della chiesa, con le sue gallerie ad archi e i pinnacoli (inclusa la piccola cupola), e i chiostri furono riprogettati da Guiniforte Solari, che guidò i lavori tra il 1453 e il 1481, con dettagli in terracotta. In seguito Giovanni Antonio Amadeo fu capo dei lavori, tra il 1481 e il 1499. Il 3 maggio1497 la Chiesa venne consacrata. La parte inferiore della facciata fu completata nel 1507.

Facciata principale

 Facciata principale della Chiesa.

Il Monastero certosino maschile (1396 - 1782)

I monaci certosini, ai quali il monastero era stato lasciato dal fondatore, erano legati ad una clausola che prevedeva l'uso di una parte dei loro proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a spendere grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive: perciò la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV,XVI, XVII e XVIII secolo). È di questo periodo (1520 circa) la sostituzione del vecchio altare per uno nuovo molto più grande e con decorazioni in pietre dure e marmi. Per moltissimi anni se ne persero le tracce fino al 1894, quando il dottore Santambrogio lo ritrovò nella Chiesa San Martino vescovo di Carpiano. Il monastero certosino di Santa Maria delle Grazie viene fondato da Gian Galeazzo Visconti il 27 agosto 1396. Al monastero il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti dona nel 1396 le località di Binasco, Magenta, Boffalora e San Colombano; nel 1397 Selvanesco e Marcignago e nel 1400 Vigano. Nel secolo XVIII il monastero possediede terreni nella località di Badile, Battuda, Bernate, Binasco, Boffalora, Borgarello, Carpiano, Carpignano, Milano, Giovenzano, Graffignana, Landriano, Magenta, Marcignago, Opera, Pairana, Pasturago, San Colombano, Torre del Mangano, Trezzano, Velezzo, Vidigulfo, Vigentino, Villamaggiore, Villanterio, Villareggio e Zeccone.
Nel 1560 il Priore Generale dell'ordine certosino Piero Sarde autorizzò l'installazione delle attrezzature idonee per la stampa di messali e corali, ed in data 28 agosto invita tutte le certose d'Italia a rifornirsi esclusivamente dei prodotti della nuova stamperia. Il primo libro "Breviarium Carthusiensis" fu stampato nel 1561.
Il monastero di Santa Maria delle Grazie viene soppresso il giorno 16 dicembre 1782. 

La chiesa vista dal chiostro

 Veduta laterale della chiesa.

Il Monastero cistercense maschile (1784 - 1798)

I monaci certosini furono espulsi nel 1782 dall'imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti. Il monastero cistercense di Santa Maria delle Grazie viene istituito nel 1784, due anni dopo la soppressione del monastero certosino. Il monastero viene definitivamente soppresso nel 1798, quando il direttorio esecutivo della repubblica cisalpina, autorizzato dalla legge 19 fiorile anno VI, richiamò alla nazione i beni e gli effetti appartenenti ai cistercensi della Certosa di Pavia.

Dal 1798 ad oggi

Il monastero passò quindi nel 1798 ai monaci carmelitani subendo la violenta devastazione operata dalle truppe napoleoniche che razziarono e distrussero le ricchezze artistiche. Nel 1810 venne infine chiuso fino al 1843 quando i monaci certosini rientrarono nel monastero. Con la legge 3036 del 7 luglio 1866 il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano ed i beni ecclesiastici in esso contenuto diventarono proprietà del Regno d'Italia allo scopo di risanare il deficit pubblico. Fino al 1880 alcuni monaci certosini continuarono ad abitare il monastero.
Prima dell'inizio della I guerra mondiale iniziarono lavori di consolidamento al complesso monastico e continuarono durante il conflitto mettendola riparo con misure di protezione per evitare ulteriori danni. Il 9 ottobre 1930 il papa Pio XI decise di affidare il luogo nuovamente all'ordine dei certosini e, dopo 52 anni di abbandono, il 25 luglio 1932 i monaci certosini tornarono ad abitare alla Certosa. Il 31 ottobre 1932 Benito Mussolini si recò in visita alla Certosa. Il monumento fu risparmiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il 12 agosto 1946 fu ritrovata, avvolta in sacchi di tela, la salma di Benito Mussolini dopo che la stessa era stata precedentemente trafugata. Nel 1947 i monaci certosini abbandonarono la struttura per mancanza di vocazioni ed anche a causa del clamore che seguì il ritrovamento delle spoglie mortali del Duce. Il monastero rimase chiuso fino al 1949, quando vi si insediarono nuovamente i monaci carmelitani che rimasero fino al 1961.

Dal 10 ottobre 1968 a tutt'oggi abitano presso il monumento i monaci cistercensi della congregazione "Casamariensis" provenienti dall'Abbazia di Casamari che, oltre a svolgere la loro vita monastica, si occupano anche delle visite guidate alla chiesa, ai chiostri del convento ed alla vendita di articoli sacri e di vari prodotti tipici.

Nei locali del palazzo posto sul lato destro del cortile antistante alla chiesa si trovano il negozio gestito dai monaci ed il Museo della Certosa di Pavia che, da maggio 2008, è gestito direttamente dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici di Milano. Informazioni sulle visite guidate al Museo si possono avere contattando direttamente l'associazione PaviaMusei. Ulteriori fotografie del monumento sono visibili sul sito dei monaci Cistercensi; altre informazioni sugli orari di apertura e delle SS. Messe sono riportate sul sito del Comune di Certosa di Pavia.

Il chiostro grande

 Il Chiostro grande.

 

Il Paese

Il comune fu fondato nel 1929, dall'unione dei comuni di Torre del Mangano, Torriano e Borgarello (il quale si distaccò poi nuovamente nel 1958).

 

La Certosa

La costruzione della Certosa di Pavia fu voluta da Gian Galeazzo Visconti, che inaugurò i lavori il 27 agosto1396, ponendo la prima pietra del cantiere.

Inizialmente, durante la prima fase dei lavori, i monaci risiedettero nell'antico castello di Torre del Mangano e nel Castello di Carpiano (o Grangia), uno dei tanti territori lasciati ai monaci da Gian Galeazzo Visconti, per poi occupare gli ambienti conventuali, i primi ad essere edificati. Secondo l'ipotesi di Luca Beltrami i primi sostegni dei chiostri, in attesa di più dignitose soluzioni architettoniche, furono dei piloni quadrati in laterizio. Le funzioni religiose venivano provvisoriamente celebrate nel refettorio, l'unico ambiente dalle dimensioni adatte per accogliere l'intera comunità dei Certosini, fatta di monaci e fratelli conversi.

La chiesa, destinata a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano, era stata progettata con dimensioni superiori a quelle che erano state sinora realizzate, con una struttura a tre navate che non era mai stata utilizzata dall'Ordine Certosino e fu edificata per ultima. La navata fu progettata in stile gotico e la sua costruzione fu completata nel 1465. Tuttavia nel frattempo l'influenza del primo Rinascimento era divenuta importante in Italia e il resto della chiesa, con le sue gallerie ad archi e i pinnacoli (inclusa la piccola cupola), e i chiostri furono riprogettati da Guiniforte Solari, che guidò i lavori tra il 1453 e il 1481, con dettagli in terracotta. In seguito Giovanni Antonio Amadeo fu capo dei lavori, tra il 1481 e il 1499. Il 3 maggio1497 la Chiesa venne consacrata. La parte inferiore della facciata fu completata nel 1507.

Il Monastero certosino maschile (1396 - 1782)

I monaci certosini, ai quali il monastero era stato lasciato dal fondatore, erano legati ad una clausola che prevedeva l'uso di una parte dei loro proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a spendere grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive: perciò la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV,XVI, XVII e XVIII secolo). È di questo periodo (1520 circa) la sostituzione del vecchio altare per uno nuovo molto più grande e con decorazioni in pietre dure e marmi. Per moltissimi anni se ne persero le tracce fino al 1894, quando il dottore Santambrogio lo ritrovò nella Chiesa San Martino vescovo di Carpiano. Il monastero certosino di Santa Maria delle Grazie viene fondato da Gian Galeazzo Visconti il 27 agosto 1396. Al monastero il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti dona nel 1396 le località di Binasco, Magenta, Boffalora e San Colombano; nel 1397 Selvanesco e Marcignago e nel 1400 Vigano. Nel secolo XVIII il monastero possediede terreni nella località di Badile, Battuda, Bernate, Binasco, Boffalora, Borgarello, Carpiano, Carpignano, Milano, Giovenzano, Graffignana, Landriano, Magenta, Marcignago, Opera, Pairana, Pasturago, San Colombano, Torre del Mangano, Trezzano, Velezzo, Vidigulfo, Vigentino, Villamaggiore, Villanterio, Villareggio e Zeccone.
Nel 1560 il Priore Generale dell'ordine certosino Piero Sarde autorizzò l'installazione delle attrezzature idonee per la stampa di messali e corali, ed in data 28 agosto invita tutte le certose d'Italia a rifornirsi esclusivamente dei prodotti della nuova stamperia. Il primo libro "Breviarium Carthusiensis" fu stampato nel 1561.
Il monastero di Santa Maria delle Grazie viene soppresso il giorno 16 dicembre 1782. 

Il Monastero cistercense maschile (1784 - 1798)

I monaci certosini furono espulsi nel 1782 dall'imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti. Il monastero cistercense di Santa Maria delle Grazie viene istituito nel 1784, due anni dopo la soppressione del monastero certosino. Il monastero viene definitivamente soppresso nel 1798, quando il direttorio esecutivo della repubblica cisalpina, autorizzato dalla legge 19 fiorile anno VI, richiamò alla nazione i beni e gli effetti appartenenti ai cistercensi della Certosa di Pavia.

Dal 1798 ad oggi

Il monastero passò quindi nel 1798 ai monaci carmelitani subendo la violenta devastazione operata dalle truppe napoleoniche che razziarono e distrussero le ricchezze artistiche. Nel 1810 venne infine chiuso fino al 1843 quando i monaci certosini rientrarono nel monastero. Con la legge 3036 del 7 luglio 1866 il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano ed i beni ecclesiastici in esso contenuto diventarono proprietà del Regno d'Italia allo scopo di risanare il deficit pubblico. Fino al 1880 alcuni monaci certosini continuarono ad abitare il monastero.
Prima dell'inizio della I guerra mondiale iniziarono lavori di consolidamento al complesso monastico e continuarono durante il conflitto mettendola riparo con misure di protezione per evitare ulteriori danni. Il 9 ottobre 1930 il papa Pio XI decise di affidare il luogo nuovamente all'ordine dei certosini e, dopo 52 anni di abbandono, il 25 luglio 1932 i monaci certosini tornarono ad abitare alla Certosa. Il 31 ottobre 1932 Benito Mussolini si recò in visita alla Certosa. Il monumento fu risparmiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il 12 agosto 1946 fu ritrovata, avvolta in sacchi di tela, la salma di Benito Mussolini dopo che la stessa era stata precedentemente trafugata. Nel 1947 i monaci certosini abbandonarono la struttura per mancanza di vocazioni ed anche a causa del clamore che seguì il ritrovamento delle spoglie mortali del Duce. Il monastero rimase chiuso fino al 1949, quando vi si insediarono nuovamente i monaci carmelitani che rimasero fino al 1961.

Dal 10 ottobre 1968 a tutt'oggi abitano presso il monumento i monaci cistercensi della congregazione "Casamariensis" provenienti dall'Abbazia di Casamari che, oltre a svolgere la loro vita monastica, si occupano anche delle visite guidate alla chiesa, ai chiostri del convento ed alla vendita di articoli sacri e di vari prodotti tipici.

Nei locali del palazzo posto sul lato destro del cortile antistante alla chiesa si trovano il negozio gestito dai monaci ed il Museo della Certosa di Pavia che, da maggio 2008, è gestito direttamente dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici di Milano. Informazioni sulle visite guidate al Museo si possono avere contattando direttamente l'associazione PaviaMusei. Ulteriori fotografie del monumento sono visibili sul sito dei monaci Cistercensi; altre informazioni sugli orari di apertura e delle SS. Messe sono riportate sul sito del Comune di Certosa di Pavia.

 

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