Samperone

 

Samperone (San Perone) - Certosa di Pavia (PV)
dal sec. XIV al 1859

Il toponimo appare come “Sancto Perrono” della zona “inter papiam et Mediolanum” nell’elenco di pagamenti di fodro e di giogatico del 1181 (Bollea 1909). Successivamente è citato nel comparto delle strade degli “Statuta Stratarum” del 1452 come “Sanctus Peronus” appartenente alla squadra di Marcignago (Statuta stratarum). San Perone è indicato come appartenente alla Campagna Soprana nella “Relatione di tutte le terre dello Stato di Milano” di Ambrogio Opizzone (Opizzone 1644).

Dalle risposte ai Quarantacinque quesiti della giunta del censimento ricevute il primo febbriaio 1751 (Risposte ai 45 quesiti, cart. 3020) risulta che il comune è infeudato al conte Gerolamo Lucini di Milano che non riceve nulla. La giustizia viene amministrata da un podestà feudale che compie anche la visista delle strade. La comunità è retta dal console, che console presta giuramento alla banca criminale di Pavia e a quella del podestà feudale, da due deputati - uno rurale e uno civile - e dal maggiore estimato coadiuvati da un cancelliere salariato. Il consiglio generale si tiene in occasione del riparto dell’imposta, non ci sono procuratori a Milano e la popolazione è di 300 anime.

Con la compartimentazione del Principato di Pavia del 1757 San Perone viene posto nella delegazione III della campagna soprana pavese (Compartimentazione Teresiana 1757). Secondo il Comparto della Lombardia Austriaca del 26 settembre 1786 (Editto 26 settembre 1786) il comune risulta appartenere alla delegazione III della Campagna Soprana.

Per mezzo della compartimentazione del 1797 (Proclama del 22 fruttidoro anno V) il comune viene assegnato al distretto di Bereguardo. Secondo la ripartizione del Dipartimento del Ticino del 20 marzo 1798 (Legge 30 ventoso anno VI ) il comune mantiene l’appartenenza al distretto di Bereguardo.

Nel 1801 (Legge 23 fiorile anno IX) il comune viene aggregato al secondo distretto del dipartimento dell’Olona avente per capolugo Pavia. Nella divisione del territorio del 1805 è indicato come comune di III classe del dipartimento d’Olona, distretto II Pavia, cantone V Bereguardo con popolazione di 198 abitanti.

Con la compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816) il comune di San Perone viene assegnato al secondo distretto - Bereguardo - della provincia di Pavia. Il successivo compartimento territoriale (notificazione 1 luglio 1844) conferma questi dati e da esso si evince che il comune era dotato di convocato.

Nel compartimento territoriale della Lombardia (notificazione 23 giugno 1853) il comune di San Perone risulta compreso nella provincia di Pavia, II distretto, Bereguardo. La sua popolazione era formata da 234 abitanti. Nella compartimentazione del 1859 appartiene al circondario I di Pavia, mandamento III di Bereguardo e ha 409 abitanti. 

Parrocchia di San Brizio Vescovo

Samperone (San Perone) – Parrocchia di San Brizio vescovo.

Tra le fonti edite di carattere generale, è citata negli atti della visita apostolica compiuta nel 1576 da Angelo Peruzzi, quando risultava compresa nel vicariato di Mirabello; in quello stesso anno si contavano tra i parrocchiani 40 anime da comunione (Bernorio 1971). Nel 1769 era inserita nel vicariato di Marcignago; tra il XVIII ed il XIX secolo, il numero dei sacerdoti nella parrocchia di Samperone ha oscillato tra due e una sola unità: due sacerdoti nel 1769 (Elenchi clero diocesi di Pavia, 1730-1784); parroco e cappellano nel 1807 (Repertorio chiese diocesi di Pavia, 1807); il solo parroco nel 1823 (Registro clero diocesi di Pavia, 1767-1823), nel 1845 (Almanacco pavese 1845) e nel 1877 (Almanacco pavese 1877).

Secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Brizio vescovo non risultava possedere fondi; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 368 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781).

Nel 1792 il reddito totale del beneficio parrocchiale assommava a lire 392 (Stato parrocchie diocesi di Pavia, 1792). Nel 1807 il numero dei parrocchiani era di 300 unità (Repertorio chiese diocesi di Pavia, 1807); 465 nel 1877 (Almanacco pavese 1877). Nel 1807 il diritto di patronato sulla parrocchia spettava alla comunità; così come nel 1877.

Secondo quanto si desume dagli atti della visita pastorale compiuta dal vescovo Agostino Riboldi nell'anno 1898, risultavano esistenti nella parrocchia di Samperone la pia unione della Sacra Famiglia, la confraternita del Santo Rosario, la confraternita del Santissimo Sacramento, la pia unione delle Figlie di Maria, la compagnia di San Luigi Gonzaga, la congregazione del Terz'Ordine di San Francesco d'Assisi (Visita Riboldi 1898).

La parrocchia di San Brizio vescovo, rimasta sempre compresa nella diocesi pavese anche dopo gli smembramenti effettuati tra il 1799 e il 1819 (Terenzio 1860), è stata inserita tra XIX e XX secolo nel vicariato di Carpignago, nel vicariato di Certosa e, fino al 1989, nel vicariato di Certosa-Binasco. In base al decreto 25 ottobre 1989 del vescovo Giovanni Volta, con cui fu rivista la struttura territoriale della diocesi (decreto 25 ottobre 1989) (Vita diocesana 1989), è stata attribuita al vicariato V.

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